Gabriel Orozco: tra manipolazione e disorientamento
Pubblicato da: Marina Pellegrino
Prendetevi del tempo per visitare Parigi, le Centre Pompidou e la mostra di Gabriel Orozco qui al centro d’arte contemporanea fino al 3 gennaio 2011.
Orozco è un artista internazionale davvero unico. La sua unicità esplode nella diversità delle opere da lui prodotte (sculture, fotografie, disegni, dipinti), dai materiali di volta in volta impiegati e dalle insolite unioni di elementi tra loro spesso differenti. Ma la vera caratteristica di questo artista messicano è proprio quella di non avere una caratteristica. Non possiamo definire il suo stile, le sue opere. Ogni pezzo è a sé, ogni opera è un impulso scaturito da un’idea, da un libro, da un luogo. Ciò che avverte lo spettatore guardando i suoi lavori è una sensazione di disorientamento, un turbamento percettivo.
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Ritratti di Zac Freeman
Pubblicato da: Cristina Baruffi
Zac Freeman artista contemporaneo, ci mostra quanto sia ormai possibile fare arte con qualsiasi cosa, così iniziò la sua avventura nel 1999 quando incominciò a raccogliere oggetti trovati in giro, soprattutto spazzatura, per creare meravigliose e imponenti opere.
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Vanessa Winship. “Sweet Nothings” a Milano fino al 6 novembre
Pubblicato da: Marina Pellegrino
 SWEET NOTHINGS: RURAL SCHOOLGIRLS FROM THE BORDERLANDS OF EASTERN ANATOLIA
Vanessa Winship è nata in Gran Bretagna, dove ha studiato e lavorato come insegnante di fotografia, ma da parecchi anni ha scelto di vivere in Turchia, Paese che, come tutta la regione balcanica e le terre che circondano il Mar Nero, l’ha sempre affascinata e ispirata.
Non a caso proprio gli scatti raccolti nel suo “Albanian Landscape” e realizzati nei Balcani, le son valsi la menzione d’onore nel 2003 all’interno del concorso Oscar Barnack, ma è con “Sweet Nothings: Rural School Girls” che cinque anni più tardi vincerà il primo premio dell’ambitissimo World Press Photo nella categoria Ritratti. In questo suo lavoro, presente alla MC2 Gallery di Milano, la Winship fotografa una serie di allieve di una scuola di campagna della Turchia orientale. Ciò che emerge dai loro sguardi e dalla solennità delle loro pose, a volte vicinissime l’una all’altra, è la semplicità e la fragilità di queste bambine ma, soprattutto, la loro naturalezza e spontaneità.
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FRANKO B. : l’artista che esibisce se stesso. Al PAC di Milano
Pubblicato da: Marina Pellegrino

“Totale apertura, vulnerabilità e, allo stesso tempo, incondizionato amore dato al pubblico”. Così la madre di tutti i performers Marina Abramović parlava qualche anno di Franko B, artista tra i più radicali, coraggiosi e d’avanguardia che, dal 9 ottobre al 28 novembre, sarà presente al PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano in concomitanza con la 6° Giornata del Contemporaneo. E’ la prima volta che le sue opere raggiungono uno spazio pubblico italiano e questo accadrà proprio per accogliere “I STILL LOVE”, la sua mostra personale fatta di installazioni, visioni, tensioni, emozioni ma soprattutto di corpo. (Altro grande performer e video-artista che utilizza il proprio corpo è il newyorkese Vito Acconci. Vito Acconci al Castello di Rivoli di Torino).
E’ infatti proprio questo lo strumento attraverso il quale Franko B comunica il tormento dell’esistenza. Artista e opera sono un tutt’uno, non esistono distinzioni tra soggetto e oggetto, tra arte e vita.
All’inizio degli anni ’90 conquista il pubblico londinese della Tate Modern, dell’ICA e della South London Gallery diventando protagonista indiscusso e artista di fama internazionale, assolutamente senza eguali.
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Il design di Marco Ferreri al Triennale Design Museum fino al 9 gennaio 2011
Pubblicato da: Marina Pellegrino

Dallo scorso 5 ottobre fino al 9 gennaio 2011, il Triennale Design Museum, dell’omonimo spazio espositivo di Milano, ospiterà un architetto e designer davvero singolare, Marco Ferreri.
Ferreri è un progettista non comune, dotato di ironia, estro e genialità. La mostra presenta il suo lungo percorso professionale, accuratamente selezionato, da quando ha iniziato a progettare fino ad oggi. Opere d’architettura, di design, grafica, allestimenti, installazioni passate insieme ad una serie di idee nuove appositamente realizzate per la Triennale.
Ha collaborato a lungo con il maestro Bruno Munari; insieme nel ’93 hanno creato il Libroletto, un letto per bambini, Interflex, che ha portato ad entrambi la menzione d’onore al Compasso d’oro nell’anno successivo.
Molti suoi progetti – alcuni sono stati anche presentati alla IX Biennale di Architettura di Venezia e alla I Biennale Internazionale di Architettura di Beijing in Cina – fanno parte di straordinarie collezioni di design come, ad esempio, la collezione permanente di design dell’Israel Museum of Gerusalemme, la “Permanent Design Collection” del Museo d’Arte Moderna di New York, la Collezione del Fondo Nazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, oltre che di importanti collezioni private.
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“Private Flat # 6 – Brucia Babilonia”. Tre giorni di arte contemporanea a Firenze
Pubblicato da: Marina Pellegrino

Artisti in casa. Nel senso che artisti e arte contemporanea entrano nelle case di privati per esporre, promuovere e comunicare.
Succede a Firenze, in vari luoghi della città (una quindicina circa in tutto). Il nome del festival che durerà tre giorni (dall’8 al 10 ottobre) è “Private Flat # 6 – Brucia Babilonia”. Un titolo che ha origine dall’intento, manifesto, da parte di alcuni curatori, galleristi, semplici cittadini o artisti stessi, di ospitare nelle proprie abitazioni mostre, opere, performance di arte contemporanea. Babilonia rimanda sicuramente ad un insieme di differenze e di contraddizioni in cui oggi viviamo.
Oltre 70 gli artisti coinvolti in questa sesta edizione nata nel 2006 dall’idea di alcuni studenti universitari. Da allora è andata sempre più crescendo, sia in termini di notorietà che di numero di sedi disposte ad accogliere i lavori, di partecipazione, di coinvolgimento e di interesse collettivo. Pluralità di spazi, pluralità di idee, di proposte, di ideali.
Quest’anno si è reso addirittura necessario selezionare i progetti, vista la mole di proposte arrivate.
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“Fabio Donato-Viandante tra le arti” al PAN di Napoli. Fino al 15 ottobre
Pubblicato da: Marina Pellegrino
 Andy Warhol, Lucio Amelio e amici al City Hall. 1983.
Sono gli ultimi giorni per poter accorrere al PAN-Palazzo delle Arti di Napoli e ammirare la più grande mostra fotografica che questa sede abbia mai potuto ospitare, il viaggio lungo quarant’anni di un “artista tra le arti” come Fabio Donato.
Il sorprendente fotografo napoletano ha seguito con il suo sguardo Napoli quando in questa straordinaria città era forte l’impegno artistico, quando la sua cultura e la sua storia si mescolavano con quelle di altre culture. Una Napoli fatta di storia internazionale.
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Robert Doisneau alla Fondazione FORMA di Milano. Fino al 27 novembre
Pubblicato da: Marina Pellegrino
 Robert Doisneau, Le Manege de Monsieur Barre, 1955
Scegliere anche solo un’immagine di Robert Doisneau, in questo caso per la copertina dell’articolo, non è mai un’impresa facile. Svelano tutte una magia, una poesia e una dolcezza che lasciano un segno dentro di noi.
Robert Doisneau sarà in mostra alla Fondazione FORMA di Milano fino al 27 novembre 2010 con due personali, “Dal mestiere all’opera” e “Palm Springs 1960”, nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi.
Il fotografo francese per tutta la sua vita (morì nel 1994 a 82 anni) si dedicò a ritrarre la gente comune, quella incontrata tra le strade della periferia di Parigi, la sua Parigi, da cui non riuscirà mai a staccarsi del tutto. Foto geniali e indimenticabili, di questo era capace l’artista di Montrouge, che amava immortalare i bambini per strada, intenti a giocare o a combinare qualche marachella, e gli amanti desiderosi di fermarsi in mezzo al caos di una via per scambiarsi un tenero bacio.
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Takashi Murakami alla Reggia di Versailles fino al 12 dicembre
Pubblicato da: Marina Pellegrino
L’arte contemporanea entra a corte. Precisamente, nel Castello di Versailles di Re Sole. L’artista accolto tra le sale del famosissimo Château è il giapponese Takashi Murakami, celebre e super quotato prosecutore della pop art americana (come semplice curiosità, consigliamo di leggere “Effetto Pop Art in Photoshop”).
A volere fortemente le sue opere fantasmagoriche – fiori, lampadari, funghi e manga colorati – sono stati il direttore della Reggia, Jean Jacques Aillagon, che in passato aveva reso possibile anche una personale di Jeff Koons, ed il curatore Laurent Le Bon.
Nella sala dell’incoronazione di Napoleone compare un autoritratto di Murakami incoronato: “Gli abiti nuovi dell’imperatore”. Il pavimento del salone delle guardie è stato tappezzato da una moquette di fiori e gli arredi originali sostituiti.
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L’eccellenza di Copenhagen e degli studi danesi di architettura
Pubblicato da: Marina Pellegrino
 (c)Ty Stange
“Q&A: Urban Questions _ Copenhagen Answers”. Proprio così: la città chiede, domanda, e Copenhagen risponde.
Non è altro che quello che, non solo la capitale, ma tutta la Danimarca ha fatto negli ultimi vent’anni. Architetti danesi, progettisti danesi, studi di architettura danesi, hanno sempre lavorato in maniera eccellente in base a criteri di eco-sostenibilità e di ricerca tecnologica. Tra questi è doveroso ricordare gli studi danesi Henning Larsen Architects (Copenaghen), 3XN (Arhus), BIG (Copenaghen). Per conoscere alcuni progetti realizzati da studi danesi fuori dalla Danimarca, leggere anche “Nuova Chiesa di Knarvik secondo lo studio RRA”, “Nuovo acquario di Batumi, in Georgia”, “Nuovo Complesso Polifunzionale per l’Universitetsholmen”.
Quello citato in alto, “Q&A: Urban Questions _ Copenhagen Answers”, è il titolo della mostra presentata quest’anno a “People meet in Architecture”: la nuova Biennale di Architettura di Venezia.
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