Anamorfosi negli spot Mtv di Van Der Meer

Alla base dell’idea creativa dei nuovi lavori di Van Der Meer c’è la creazione del logo iconico di Mtv posto all’interno di momenti che rappresentano la vita di tutti i giorni: le tre famose lettere MTV vengono inserite nel contesto urbano attraverso il collage e l’uso di materiali semplicissimi, talvolta assemblati, come ad esempio la carta o lo scotch.
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Serpentine Gallery Pavilion 2010. Fino al 17 ottobre.

Come vuole la tradizione dei padiglioni temporanei della Serpentine Gallery, è stato scelto Nouvel come autore del progetto dal momento che questi risultava tra gli architetti di fama internazionale che ancora non avevano lasciato una propria opera sul suolo inglese. Prima di lui, SAANA, Frank Gehry, Olafur Eliasson, Rem Koolhaas, Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura, Oscar Niemeyer, Toyo Ito, Daniel Libeskind, Zaha Hadid.
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Ad Astana la “tenda più alta al mondo”

La struttura del Khan Shatyr è esattamente quella di una gigantesca tenda trasparente, luminosissima, alta 150 metri se si considera anche il palo che la sostiene, ed estesa su una superficie complessiva di 200 mila metri quadrati al centro di un parco dove sorgeranno in futuro una piramide, un grattacielo ed un hotel stile Las Vegas.
“Exposed: Voyeurism, Surveillance and the Camera” alla Tate Modern

Allestita da Sandra P. Phillips, Simon Baker e Ann Coxon e visitabile fino al 3 ottobre 2010, l’esposizione racconta due secoli di fotografia e lo fa attraverso scatti di scene di vita quotidiana, immagini di conflitti, intimità private, di celebrità così come di perfetti sconosciuti. Al centro di ogni istantanea, il desiderio, condiviso, di vedere, spiare, di mettere a nudo la realtà, i difetti, le umanità. Guardando attraverso un obiettivo come se stessimo osservando attraverso il buco di una serratura.
Il contesto in cui le opere vengono esposte sembra essere perfetto, l’Inghilterra in generale è la nazione più video sorvegliata al mondo.
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Il Museo della Shoah a Roma: un’enorme scatola nera

Il progetto, la cui costruzione ha subito rallentamenti per via di lunghe procedure burocratiche, porta la firma degli architetti Luca Zevi e Giorgio Tamburini e si pensa potrà essere consegnato alla città entro i prossimi tre anni.
Una struttura che sorgerà all’interno del parco di Villa Torlonia, vicino alle catacombe ebraiche in suolo pubblico alle quali sarà collegata, e che avrà la forma di un’enorme scatola nera, su un lato della quale (la facciata principale) saranno incisi i nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento nazisti dal 1943 al 1945.
Il Museo sarà composto da 8 piani, quattro dei quali saranno interrati per rispettare anche la presenza dei vicini edifici.
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