L’Hangar Bicocca ospita la gru di Christian Boltanski

di Marina Pellegrino Commenta

L’installazione prevede una enorme gru che sposta in continuazione, in modo ossessivo e casuale, vecchi vestiti che ricadono per terra come fossero pile di cadaveri..

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Dopo il grande privilegio d’aver realizzato la sua monumentale installazione su una superficie di 13.500 metri quadrati nella Navata del Gran Palais di Parigi (in occasione del progetto Monumenta 2010), Christian Boltanski riporta la stessa creazione dal titolo “Personnes” all’Hangar Bicocca di Milano.

L’artista francese di origini ebree, a cui viene riconosciuta la straordinaria capacità di raccontare le ombre del passato, i ricordi e il tormento del tempo che non c’è più e la tragedia dello sterminio ebreo con candore e poesia, sarà negli spazi dell’Hangar – che ha riaperto dopo un lungo intervento di ristrutturazione con l’installazione “I Setti Palazzi Celesti” di Anselm Kiefer, l’imponente scultura di Fausto Melotti e i video di Carlos Casas – dal 24 giugno al 19 settembre.



L’installazione di Boltanski, il cui titolo in francese significa sia persone che nessuno, prevede una enorme gru che sposta in continuazione, in modo ossessivo e casuale, vecchi vestiti che ricadono per terra come fossero pile di cadaveri ed ancora mucchi di vestiti consunti, di vari colori, sparsi come fossero in un cimitero a rappresentare le persone scomparse.

La colonna sonora dell’installazione è la registrazione incessante dei battiti del cuore che l’artista ha realizzato nell’ambito del progetto Les Archives du coeur e che conta già trentamila battiti di cuore registrati. Ciascun visitatore potrà far parte di questo progetto registrando il suono del proprio cuore in una stanzetta predisposta.

Un’opera di forte impatto emotivo che parla di vita e di morte, di passato e presente, di memoria e oblio e che vuole portare ciascuno di noi a riflettere sul significato dell’esistenza umana.

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