FRANKO B. : l’artista che esibisce se stesso. Al PAC di Milano

di Marina Pellegrino Commenta

Al PAC Franko B. propone un’inedita performance dal titolo “Love in times of pain”, legata ad una sua omonima installazione del 2009. Un universo amoroso fatto di dolore, di erotismo, di assenza, di morte..

“Totale apertura, vulnerabilità e, allo stesso tempo, incondizionato amore dato al pubblico”. Così la madre di tutti i performers Marina Abramović parlava qualche anno di Franko B, artista tra i più radicali, coraggiosi e d’avanguardia che, dal 9 ottobre al 28 novembre, sarà presente al PAC-Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano in concomitanza con la 6° Giornata del Contemporaneo. E’ la prima volta che le sue opere raggiungono uno spazio pubblico italiano e questo accadrà proprio per accogliere “I STILL LOVE”, la sua mostra personale fatta di installazioni, visioni, tensioni, emozioni ma soprattutto di corpo. (Altro grande performer e video-artista che utilizza il proprio corpo è il newyorkese Vito Acconci. Vito Acconci al Castello di Rivoli di Torino).
E’ infatti proprio questo lo strumento attraverso il quale Franko B comunica il tormento dell’esistenza. Artista e opera sono un tutt’uno, non esistono distinzioni tra soggetto e oggetto, tra arte e vita.
All’inizio degli anni ’90 conquista il pubblico londinese della Tate Modern, dell’ICA e della South London Gallery diventando protagonista indiscusso e artista di fama internazionale, assolutamente senza eguali.



Al PAC Franko B. propone un’inedita performance dal titolo “Love in times of pain”, legata ad una sua omonima installazione del 2009. Un universo amoroso fatto di dolore, di erotismo, di assenza, di morte. L’artista esprime tutto ciò caricando, oltre al suo stesso corpo, tele e animali imbalsamati, alcuni mutilati di cui è possibile vedere solo la testa, intrappolati in strati e strati di colore nero, un contrasto fortissimo con il colore bianco utilizzato in una sua precedente performance (“I miss You”, 2003), per coprire i tatuaggi sul suo corpo diventato pagina o tela su cui scrivere o dipingere e, dunque, comunicare.
Il nero ritorna anche nell’acrilico dei dipinti “Black Painting” del 2007. La tela è bianca; i corpi, i volti, gli animali sono tratteggiati da un filo di cotone rosso, ancora un richiamo a I miss you in cui sul corpo totalmente bianco dell’artista emergevano rigoli di sangue.
L’esposizione è a cura di Francesca Alfano Miglietti mentre l’allestimento della mostra è stato affidato all’archi-designer Fabio Novembre.

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