MAC – il museo della discordia

di Redazione Commenta

Secondo quanto previsto dal prospetto iniziale presentato due mesi fa, il MAC doveva estendersi su una superficie di 11 mila metri quadrati ma nel corso delle varie..

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C’è chi ne difende a spada tratta la realizzazione e chi invece, a ciò, si oppone tenacemente.

Il MAC – il museo d’arte contemporanea che dovrebbe sorgere a Milano nell’Area CityLife, ex Fiera al Portello, entro il 2013 – è l’oggetto della contesa, c’è chi appunto lo ama e chi invece lo odia.

Ad amarlo, oltre comprensibilmente al suo “creatore”, l’architetto Daniel Libeskind (quello del museo ebraico di Berlino, per intenderci) che ne ha progettato la struttura monumentale, c’è l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory che colloca il museo tra gli obiettivi primari del sindaco Letizia Moratti. Mentre sembra che ad odiarlo ci siano proprio alcuni membri della maggioranza del comune meneghino che ne stanno osteggiando la realizzazione a cominciare dalle correzioni e dai molteplici ridimensionamenti che il progetto ha subito negli ultimi tempi.



Secondo quanto previsto dal prospetto iniziale presentato due mesi fa, il MAC doveva estendersi su una superficie di 11 mila metri quadrati ma nel corso delle varie sedute comunali, i metri quadrati sono scesi a 7.867.
Resta comunque il fatto che l’opera è fortemente ambiziosa. Ispirandosi al grande Leonardo Da Vinci e ai suoi studi sul cerchio ed il quadrato, Libeskind disegna l’edificio su base quadrata (dove dovrebbe sorgere un centro termale), dalla quale si innalza una struttura cilindrica, pensata per accogliere un orto botanico. Nel segno di una continuità con l’architettura milanese, in particolare con i materiali del Duomo di Milano, per la copertura si è pensato al marmo di Candoglio.

Facendo due conti, si tratta di un progetto da 40 milioni di euro.

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