Diventare restauratore di opere d’arte

di Lucia Guglielmi Commenta

Succede in Lombardia dove le imprese del settore, in barba alla congiuntura sfavorevole, sono cresciute anno su anno dell’1,3%.

Per scelta o per necessità, magari dettate dalla crisi, si diventa restauratori di opere d’arte. Questo almeno succede in Lombardia dove le imprese del settore, in barba alla congiuntura sfavorevole, sono cresciute anno su anno dell’1,3%.

A rilevarlo è stata la Camera di Commercio di Monza e Brianza in accordo con un Rapporto da cui è emerso che, stando ai dati consolidati al terzo trimestre del 2011, in Lombardia sono attive la bellezza di 633 attività imprenditoriali che operano proprio nel campo del restauro e della conservazione delle opere d’arte; trattasi, tra l’altro, del 16,5% del totale delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale.



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Il tasso di crescita di queste imprese è ancora più sostenuto, con un +7,4%, sul territorio di Monza e Brianza, dove si trova il 4,6% delle attività operanti in Lombardia. Interessante è il Rapporto della Camera di Commercio di Monza e Brianza dal punto di vista anagrafico, con oltre due imprenditori del settore su cinque che hanno un’età sotto i 40 anni; e le donne, inoltre, sono la metà rispetto al totale.

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E proprio in materia di arte, la Camera di commercio di Monza e Brianza, attraverso il proprio Sportello Sponsorizzazioni Beni e Attività Culturali, ha messo a segno il suo primo “colpo”, rappresentato in particolare dalla presentazione del progetto relativo alla biblioteca del Convento di Santa Maria al Carrobiolo di Monza che, grazie ad un percorso di ricerca del mecenate, ora può tornare alla luce.

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